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Dalla Tesi di Laurea in Scienze del Servizio Sociale a cura di Silvia Catina 

 “Lo straordinario risiede nel cammino

delle persone comuni”

Paulo Coelho

IL MUTUO AIUTO

Cos’è l’auto mutuo aiuto

  I movimenti di mutuo aiuto sono stati generati dai bisogni umani di sostegno emotivo che fanno parte dell’interazione quotidiana delle persone.

L’auto mutuo aiuto è un processo, un modo di trattare i problemi concreti che ciascuno si trova a fronteggiare nella propria vita: malattie, separazioni, lutti, disturbi alimentari, problemi affettivi… Parlare di questi problemi con altre persone che hanno attraversato tali esperienze può aiutare ad affrontare le difficoltà quotidiane ed imparare a riconoscerle per il futuro.

Qualcuno lo definisce un trattamento o un approccio sociale, una filosofia, una cultura o una metodologia; sicuramente una nuova risorsa che nell’ambito della promozione della salute ha una crescente rilevanza.

L’auto mutuo aiuto potrebbe essere definito come:

“un momento d’incontro tra persone – singole, in coppia o in famiglie – unite da uno stesso problema (dipendenza, stato di bisogno, difficoltà in generale) per rompere l’isolamento, per raccontarsi le proprie esperienze di vita (gioiose o dolorose), per scambiarsi informazioni e soluzioni, per condividere esperienze e conquiste con l’obiettivo di riscoprirsi non solo per sé, ma per l’intera comunità”[1] (Stefano Bertoldi, educatore professionale, coordinatore dell’associazione A.M.A. di Trento).

Il mutuo aiuto comincia naturalmente, con l’auto aiuto, con la persona che riconosce l’esistenza di un problema e si attiva in cerca di sostegno. E’ la condivisione dell’esperienza il concetto fondamentale che contraddistingue il mutuo aiuto dalle altre forme d’aiuto. Accade solo quando chi aiuta e chi viene aiutato condividono assieme la storia di un medesimo problema. E’ possibile che chi aiuta all’interno del gruppo sia una persona che è riuscita a far fronte ad un problema con successo e che per questo abbia acquisito competenze basate sull’esperienza concreta piuttosto che sulla formazione specialistica.

L’esperienza di condivisione giova sia alla persona che viene aiutata sia a chi aiuta. Ci si può rendere conto che la sofferenza non deve necessariamente essere permanente, ma può essere superata.

Coloro i quali sono stati efficacemente aiutati potranno diventare helper (chi aiuta) essi stessi. Nello stesso tempo, chi aiuta, condividendo la sua competenza, potrà a sua volta vedere i suoi stessi problemi in una prospettiva più ampia, acquisendo un rinnovato senso di adeguatezza ed efficacia.

Dall’auto mutuo aiuto le persone ricavano: informazioni su come far fronte ai loro problemi, aiuto materiale se necessario, la sensazione che qualcuno si prenda cura di loro.

  L’auto mutuo aiuto fa suo un principio usato in “psicologia di comunità”, disciplina che si propone di migliorare la qualità della vita delle persone considerandole nel loro ambiente sociale; tale principio detto “empowerment” è mantenuto nella nostra lingua nella sua forma originaria; letteralmente può essere tradotto con potenziamento, acquisizione di potere, dare forza, aumento di capacità, sviluppo di competenze, senso d’efficacia, emancipazione.    

L’empowerment può essere definito come un processo nel quale le persone o i gruppi svantaggiati scoprono ed esercitano la propria capacità d’azione; i soggetti acquisiscono la sensazione di potere nel governo della loro vita.                                      

 Rovesciando il ruolo passivo e dipendente delle “persone bisognose”, il concetto di empowerment prevede che queste siano consapevoli e competenti nel controllo e nella gestione diretta delle proprie condizioni di benessere o disagio.

L’auto mutuo aiuto punta alla valorizzazione della persona come soggetto responsabile che partecipa attivamente alla vita della comunità; ognuno credendo nelle proprie capacità, e superando le resistenze al cambiamento, può far fronte alle difficoltà.

Cosa sono i gruppi di auto mutuo aiuto

  Cenni storici

Secondo P. Kropotkin già nelle società preistoriche si svilupparono forme di cooperazione o di auto aiuto.

Nel medioevo l’azione cooperativa e i gruppi di mutuo sostegno consentiva alla comunità di organizzare i sui membri per la difesa, l’approvvigionamento e l’assistenza.

L’interesse nei confronti delle persone svantaggiate si è in particolar modo sviluppato grazie all’azione della chiesa (nascita degli ospedali, delle associazioni e/o delle organizzazioni di assistenza…).

I molti paesi si crearono gruppi per lo sviluppo di azioni comuni dati i gravi problemi economici e di vita determinati dallo sviluppo industriale.

Le crisi economiche, politiche e sociali degli anni trenta stimolarono la formazione di molte realtà di mutuo aiuto per le famiglie per supplire al vuoto istituzionale. In particolare si attuarono iniziative a carattere educativo-pedagogico, per sviluppare la cultura di solidarietà ed una maggiore competenza degli individui a far fronte ai problemi della vita.

I gruppi su cui venivano impostati i programmi educativi erano quelli del mutuo aiuto e del reciproco impegno personale dei partecipanti: l’educazione era finalizzata all’organizzazione dei programmi di azione collettiva, a beneficio di un gruppo, di una comunità o di una città.

Uno degli eventi più importanti fu la fondazione degli Alcolisti Anonimi (1935) che determinò la formalizzazione di un modello di riferimento valido per moltissime esperienze del self help.

Lo sviluppo rapido dei gruppi negli anni 70 e in questo periodo, denota l’interesse della popolazione ad affrontare direttamente i propri problemi e il successo di questa metodologia di lavoro.

  I gruppi

I gruppi di auto mutuo aiuto stanno assumendo all’interno della realtà italiana un rilievo crescente.

Svariate patologie o stati personali di disagio o problemi comuni delle realtà locali, vengono sempre più affrontati dal basso, facendo leva sulle motivazioni, l’interesse e le esperienze delle persone direttamente interessate piuttosto che sull’esclusiva presa in carico di professionisti e istituzioni.

I gruppi di auto mutuo aiuto sono formati da individui che condividono uno stesso problema o una medesima situazione. I membri provvedono a darsi un supporto psicologico uno con l’altro, ad apprendere modalità di fronteggiamento, scoprire strategie per migliorare la loro condizione, e aiutare gli altri mentre aiutano loro stessi.

E’ come se tali gruppi mettessero l'accento sull’intollerabilità del destino comune, spingendo all’azione concreta per la soluzione dei problemi. Si acquisiscono così specifiche informazioni riguardanti soluzioni pratiche apprese dall’esperienza diretta, che di solito non sono ricavabili né dai libri, né dagli operatori professionali, né dalle istituzioni assistenziali. I membri del gruppo si ritrovano quindi inseriti in una sorta di piccolo sistema sociale in cui smettono di essere dei portatori di qualche disagio e diventano invece membri di una rete quasi familiare.

 I gruppi di mutuo auto aiuto potrebbero essere definiti come delle reti sociali “artificiali” (Folgheraiter), reti cioè che si creano deliberatamente per produrre aiuto e sostegno sociale.

Una delle definizioni più frequentemente utilizzata è quella di Katz e Bender[2] (1976); questi autori affermano che:

“I gruppi di self-help sono strutture di piccolo gruppo, a base volontaria, finalizzate al mutuo aiuto ed al raggiungimento di particolari scopi.

Essi sono di solito costituiti da pari che si uniscono per assicurarsi reciproca assistenza nel soddisfare bisogni comuni, per superare un comune handicap o problema di vita oppure per impegnarsi a produrre desiderati cambiamenti personali o sociali. 

I promotori di questi gruppi hanno la convinzione che i loro bisogni non siano, o non possano essere, soddisfatti da o attraverso le normali istituzioni sociali. I gruppi di auto mutuo aiuto enfatizzano le interazioni sociali a faccia a faccia e il senso di responsabilità personale dei membri. Essi spesso assicurano assistenza materiale e sostegno emotivo; tuttavia, altrettanto spesso appaiono orientati verso una qualche causa, proponendo un’ideologia o dei valori sulla base dei quali i membri possono acquisire o potenziare il proprio senso di identità personale.”

Sei secondo Katz[3] sono le caratteristiche principali di questa definizione:

1.      I gruppi di self help implicano sempre interazioni faccia a faccia.

2.      Le origini di questi gruppi sono  di solito spontanee.

3.      La partecipazione personale è un elemento essenziale.

4.      I membri esprimono condivisione e si impegnano in particolari azioni.

5.      Il gruppo parte sempre da una condizione di difficoltà, condivisa da tutti i membri.

6.      I gruppi diventano gruppo di riferimento (di risocializzazione), punto di connessione e identificazione con gli altri, una base per l’attività e una fonte di autorinforzamento.

Esistono diverse tipologie di forme associative che riassumono tutte le caratteristiche sopra citate. Si potrebbe suddividere queste tipologie di gruppi in tre diverse categorie:

1.      Gruppi che forniscono aiuto in situazione di crisi (come ad esempio gruppi per separati e divorziati, genitori soli..). Questi gruppi rispondono al bisogno di informazione su come riuscire a gestire i nuovi problemi; danno sostegno, aiuto nelle fasi acute di necessità.

2.      Gruppi che hanno a che fare con persone alle prese con una condizione esistenziale di stigmatizzazione di tipo permanente: gruppi per persone affette da difetti fisici, ex pazienti psichiatrici… Questi gruppi aiutano a “sopportare” lo stigma o migliorare l’immagine di se stessi.

3.      Gruppi per persone intrappolate in una dipendenza: gruppi per alcolisti, per tossicodipendenti, per fumatori… Tali gruppi cercano di aiutare i partecipanti a riacquistare il controllo sul proprio stile di vita.

  Criteri d’esistenza per un gruppo di auto mutuo aiuto

Ø      Il primo proposito del gruppo è fornire supporto e informazioni riguardo allo specifico problema di cui si occupa;

Ø      Il gruppo funziona per i suoi partecipanti e grazie a loro;

Ø      Il gruppo è aperto a nuovi partecipanti:

Ø      Il gruppo si incontra regolarmente durante l’anno;

Ø      La partecipazione al gruppo è gratuita;

Ø      Il gruppo deve essere di facile accesso per le persone e le famiglie.[4]

  Perché il gruppo di auto mutuo aiuto?

Le esperienze personali di tipo assistenziale, comunicativo e relazionale non possono trovare sempre una risposta che sia al contempo mirata ed esauriente nel Servizio Sociale, non per carenza di attenzione o di disponibilità, piuttosto per la stessa natura di ogni servizio pubblico che, teso all’erogazione di informazioni, prestazioni e consulenze, non è sempre in grado di soddisfare le esigenze così molteplici che vengono presentate.

La promozione di gruppi di auto mutuo aiuto presenta delle peculiarità in grado di dare, se in collaborazione con il Servizio Sociale di base, un valore aggiunto non altrimenti ottenibile.

Il gruppo di persone con gli stessi problemi è in grado di attivare al suo interno, un effetto di terapia autoindotta.

Non è in realtà cosi semplice: per aiutare ed essere aiutati bisogna imparare ad ascoltare le esperienze o le opinioni altrui senza interferire, senza esprimere giudizi e senza dare consigli. È importante che tutti abbiano a disposizione lo stesso spazio per esprimersi, che si crei un clima di fiducia reciproca e che le persone sappiano essere discrete riguardo alle vicende personali dei propri “compagni di viaggio”.

Insomma ci sono delle regole pensate per consentire a ciascuno di tirare fuori tutto quello che ha dentro, in un clima di comprensione e rispetto reciproco.

Ogni persona, qualunque sia il suo problema, ha delle energie, dei punti di forza personali o rinvenibili nel proprio tessuto relazionale: i gruppi di auto mutuo aiuto affrontano i problemi a partire da queste energie e non dalle debolezze.

  Caratteristiche dei gruppi di auto mutuo aiuto

Ø      La caratteristica principale dei gruppi di auto mutuo aiuto è di focalizzare la propria funzionalità e organizzarsi attorno a problemi specifici.

Ø      I partecipanti dei gruppi tendono ad essere alla pari: c’è omogeneità tra i partecipanti. Il fatto di vivere o di aver vissuto una stessa condizione aumenta il senso di appartenenza al gruppo.

Ø      Si condividono obiettivi comuni.

Ø      L’azione è azione di gruppo: l’energia e la forza che il gruppo è in grado di esprimere, sono sicuramente maggiori e più efficaci delle possibilità che ogni singolo partecipante ha a disposizione per la risoluzione dei problemi.

Ø      Aiutare gli altri è una norma espressa dal gruppo: ognuno con la propria esperienza e competenza, attraverso il confronto e la condivisione, trae aiuto per se e per gli altri.

Ø      I membri condividono ogni decisione; vengono discusse e accettate democraticamente tutte le proposte.

Ø      Ogni partecipante al gruppo esprime liberamente il proprio pensiero, rispettando gli altri e senza accentrare su di se la discussione.

Ø      Ogni persona decide autonomamente se e come prendere parte al gruppo. Non ci sono imposizioni da parte di altri, partecipare al gruppo volontariamente aumenta la sicurezza nelle proprie capacità di scelta. Il gruppo quindi è di tipo aperto, i membri possono unirsi e lasciarlo in qualsiasi momento.

Ø      La scelta autonoma e volontaria aumenta il senso di responsabilità al cambiamento; la persona è risorsa per se stessa e per il gruppo.

Ø      L’orientamento è all’azione: le persone imparano e cambiano facendo. Uno degli scopi dei gruppi è di sperimentare nuovi stili di vita e di comportamento, nuovi modi di sentire e di trasmettere i propri vissuti. Attraverso gli sforzi ed i successi conseguiti e riconosciuti dal gruppo, la persona ha la possibilità concreta di aumentare la propria autostima e di credere nelle proprie risorse.

Ø      Nel mutuo aiuto non c’è nessun coinvolgimento, a meno che non sia necessario, di professionisti.

  Gruppi di discussione e gruppi di sostegno

Un gruppo di discussione da la possibilità ai membri di riunirsi per discutere su un argomento preparato o un qualsiasi tema che i partecipanti si sentono di trattare. Generalmente all’interno vi è uno scambio di esperienze e informazioni.

I partecipanti durante gli incontri parlano di come si è manifestato il loro problema, di quali sentimenti hanno provato, in che modo il partecipare al gruppo ha avuto effetto su di loro…

Questo tipo di comunicazione viene definita “il dare testimonianza”.

Un gruppo di sostegno è più organizzato e tiene le sue riunioni più frequentemente. Anche negli incontri di supporto i partecipanti mettono in comune i loro sentimenti e i loro problemi ma, parlando delle loro esperienze dolorose, si incoraggiano reciprocamente a trovare nuovi metodi di superare le loro difficoltà.

Gruppi di auto mutuo aiuto e Servizi sociali formali

  Spesso si assiste ad una situazione per cui da una parte molti gruppi di auto mutuo aiuto sorgono in contrapposizione al sistema degli interventi degli operatori professionali che sembrano a volte non essere in grado di soddisfare la varietà e la complessità dei bisogni umani, mentre dall’altra parte spesso gli operatori professionali sembrano diffidenti verso le iniziative di auto mutuo aiuto che vengono considerate come tentativi “pericolosi” di raggiungere obiettivi che richiederebbero un accompagnamento caratterizzato da una delicata quanto forte competenza professionale.

Gruppi e servizi sociali fanno entrambi parte di una complessa rete che fornisce prestazioni alla comunità. Rappresentano due fonti di aiuto complementari che non devono assolutamente essere in competizione tra loro.

Sia l’approccio professionale che quello di mutuo aiuto hanno molto da offrire l’uno all’altro e potrebbero trarre evidente beneficio da una loro fattiva collaborazione.

I gruppi di auto mutuo aiuto si aggiungono alla rete sociale informale insieme alla famiglia e alle reti amicali, e soddisfano il bisogno di chi ha un particolare problema di essere in relazione con gli altri. 

È per questo che i professionisti dei Servizi sociali e sanitari devono interagire e cooperare con i gruppi di auto mutuo aiuto: inviando utenti, mantenendo collegamenti, operando come consulenti esterni di gruppi che già esistono, proponendo e sostenendo a costituirsi nuovi gruppi.

Gli operatori professionali devono incoraggiare, facilitare la nascita dei gruppi, in questo modo si possono utilizzare al meglio le caratteristiche positive di entrambi i tipi di approccio.

  I valori proposti nei gruppi[5]

  Legame

I partecipanti ai gruppi sono coinvolti direttamente in prima persona. Ognuno può liberamente decidere se condividere la sua storia, ascoltare o comunicare.

È importante che ognuno riesca a trovare il proprio modo di stare all’interno del gruppo e il proprio spazio per esprimersi. Ogni persona presente cerca di ascoltare il più possibile chi parla. Si crea così un forte legame, un clima di amicizia nel quale ci si sente a proprio agio.

  Rispetto

Ogni persona è diversa dall’altra e nelle discussioni si delineano opinioni e vissuti molto diversi tra loro: ognuno ha il proprio modo di vedere e vivere le situazioni.

Nei gruppi queste divergenze di idee si manifestano frequentemente. Entrare in contatto con diversi modi di vedere la realtà può aiutare anche a modificare le proprie opinioni.

Rispettando gli altri può solo che arricchire.

  Fiducia

Ogni partecipante al gruppo di auto mutuo aiuto si deve sentire libero di esprimere le proprie opinioni senza avere paura di essere giudicato. La fiducia nei propri compagni di viaggio è fondamentale per creare un ambiente libero dai pregiudizi, un clima empatico e solidale.

  Gli obiettivi dall’auto mutuo aiuto

Ø      L’obiettivo più importante dell’auto mutuo aiuto è quello di fornire supporto emotivo e sociale ai membri.

Ø      Valorizzare le risorse dei partecipanti: aiutare facendo leva sui punti di forza delle persone. Bisogna chiedere alla persona che partecipa di contribuire al gruppo mettendo a disposizione i talenti di cui è dotata. Questo implica un aiuto ai partecipanti ad esprimere i propri sentimenti e stati d’animo.

Ø      Sviluppare la capacità di riflettere sul proprio comportamento.

Ø      Aumentare la propria autostima, lavorando su una maggiore consapevolezza personale.

Ø      Facilitare la nascita di nuove amicizie.

  Chi partecipa ai gruppi?

  I gruppi di auto mutuo aiuto sono formati da persone che condividono il medesimo problema, la stessa situazione stressante di vita o la stessa crisi.

I gruppi sono formati da poche persone; ci sono gruppi di minimo 4-5 persone fino ad un massimo di 12-14. Persone che provengono dallo stesso nucleo famigliare possono partecipare insieme al gruppo.

Un problema che accende i dibattiti all’interno del mondo del mutuo aiuto è la possibilità di aprire il gruppo a facilitatori che non condividono il problema comune degli altri partecipanti.

Esistono infatti gruppi autogestiti e gruppi al cui interno è prevista la presenza di una figura che aiuta il gruppo: il facilitatore.

Il facilitatore

  Facilitatore è il termine che indica la persona che si mette a disposizione del gruppo e contribuisce, attraverso le sue capacità personali o professionali, a facilitare il buon funzionamento del gruppo. Molte sono le espressioni con cui è denominato, tutte evidenziano caratteristiche e funzioni che ricopre: operatore, helper, catalizzatore, servitore.

La presenza del facilitatore va considerata in base ai diversi momenti che il gruppo sta vivendo. Soprattutto all’inizio del cammino, le azioni del gruppo di auto mutuo aiuto non avvengono sempre spontaneamente e il ruolo del facilitatore è quello di guidare e mediare la discussione.

Non esiste un metodo perfetto d’essere facilitatori ma è necessario che la persona che ricopre questo ruolo abbia alcune qualità. Dovrebbe cercare di elaborare e condividere con i partecipanti una visione comune del mutuo aiuto, facilitare l’apprendimento di tutti quei modi di essere e di fare che possono catalizzare le potenzialità di auto aiuto presenti nel gruppo sino a quando non li farà propri in modo autonomo.

Il facilitatore cura all’interno del gruppo l’accoglienza dei nuovi partecipanti, tutela le dinamiche del gruppo, è di aiuto nei momenti critici.

Deve sapere ascoltare, essere empatico e promuovere l’empatia tra i partecipanti; deve avere fiducia nei singoli membri e nelle potenzialità del gruppo di crescere; deve accettare, non giudicare e favorire negli individui atteggiamenti e comportamenti non giudicanti.

Il ruolo del facilitatore all’interno del gruppo è attivo ma indiretto: è un regista che sta “dietro le quinte” non un attore. Nel suo ruolo di promotore di empowerment, il facilitatore deve sviluppare autonomia e non creare dipendenza.

Un facilitatore può essere un operatore esterno che non condivide il problema dei partecipanti e che svolge questo compito per fare un’esperienza di volontariato, o un operatore professionale con una propria specializzazione che accetta di entrare in contatto con l’auto mutuo aiuto, in una dimensione di maturazione personale e lavorativa. Un professionista avrà sicuramente più difficoltà a mantenersi in disparte, cercando di lasciare maggior spazio d’azione ai singoli partecipanti al gruppo, poiché deve rinunciare al suo status professionale.

Un operatore professionale all’interno del gruppo, se adeguatamente preparato, agendo con modalità discrete, non interpretative e non invasive, può costruire un ottimo strumento che il gruppo può utilizzare per raggiungere al meglio i propri obiettivi.

  Due modelli a confronto[6]

Auto aiuto

tradizionale

Chi ha il problema è una persona portatrice di risorse

Chi ha il problema è un paziente o un utente

Si enfatizzano le risorse, la salute, il sentirsi bene

Si enfatizzano la malattia, la mancanza

Enfasi sulla fiducia, la volontà, l’autocontrollo

Enfasi sull’eziologia

Si enfatizzano i sentimenti ed effetti concreti ed immediati

Si enfatizzano conoscenza, teoria, struttura

Tendenza all’estemporaneità e alla spontaneità

Tendenza alla procedura standardizzata

Il cambiamento è dell’individuo in un contesto

Il cambiamento è individuale

Si costituiscono strategie basate sulla storia dei singoli

L’appartenenza ad una comunità conta relativamente

  L’ASSOCIAZIONE A.M.A DI BRESCIA

Cos’è e come è nata l’Associazione A.M.A.

L’Associazione “ A.M.A.”  auto mutuo aiuto ONLUS è stata costituita a Montichiari (Bs) nel settembre del 1997, è iscritta al Registro Regionale del Volontariato foglio 722 progressivo 2884 sezione A) SOCIALE  e al  Registro Regionale delle Associazioni di Solidarietà Familiare (dec. 14 novembre 2000, n. 28608 ). L’associazione aderisce, inoltre, alla Consulta per la vita sociale e le politiche per la famiglia istituita dal Comune di Brescia. Opera su tutto il territorio provinciale e  fuori provincia a Castiglione delle Stiviere. 

L’idea di realizzare ad un’associazione di questo tipo nasce per collegare, dare voce e sviluppare esperienze di auto mutuo aiuto sul territorio bresciano. In provincia sono presenti, da alcuni anni, realtà  quali gruppi per le persone separate e divorziate, gruppi per familiari di persone disabili, gruppi per familiari di persone con problemi psichici, i C.A.T. club alcolisti in trattamento, gli A.A. alcolisti anonimi ed altri.

Si è cercato di creare un’organizzazione che, prendendo spunto da esperienze già collaudate potesse aiutare a far nascere dei gruppi per problemi non ancora affrontati. Si è voluto intrecciare il mondo dell’aiuto formale a quello spontaneo, da un lato le competenze tecniche, dall’altro l’esperienza, la motivazione, la spontaneità, il calore umano e il coinvolgimento personale.

L’auto mutuo aiuto è una forma di aiuto naturale che la comunità possiede: è l’aiuto che si scambiano persone che condividono una stessa situazione. Spesso, questo aiuto non scatta naturalmente: per alcune problematiche, nelle persone, è più forte uno stato di passività piuttosto che di proposta.

L’ Associazione A.M.A. si sviluppa e cresce assieme alle persone producendo una risorsa reale di auto mutuo aiuto. Mentre i servizi convenzionali sono organizzati prevalentemente per aiutare e fornire prestazioni dirette, l’A.M.A. è finalizzata a rendere possibile nella comunità la mutualità.

L’Associazione A.M.A. si pone nella rete dei servizi sociali e sanitari come supporto ed integrazione alle tradizionali forme d’intervento: una risorsa in più per il benessere della comunità in una logica di partecipazione diretta delle persone allo sviluppo della salute e dell’auto protezione fisica e mentale.

  Funzioni dell’Associazione

  1. Informazione documentazione

Ø      Costituzione di un centro di documentazione sull’auto mutuo aiuto.

Ø      La tenuta di un indirizzario dei gruppi di auto mutuo aiuto presenti sul territorio in cui l’associazione opera.

Ø      Collegamento con altre Associazioni  presenti in Lombardia.

Ø      Collegamento con il Coordinamento Nazionale delle Realtà di auto aiuto.

Ø      Organizzazione di seminari o incontri tra gruppi.

Ø      Partecipazione ad azioni di sensibilizzazione della Comunità.

Ø      Fornire informazioni a chiunque sia interessato all’auto muto aiuto.

 

  1. Facilitare l’acquisizione delle risorse materiali necessarie per il funzionamento dei gruppi di auto mutuo aiuto

Ø      Servizi di consulenza.

Ø      Ricerca di risorse necessarie quali una stanza dove incontrarsi, segreteria, telefono, fotocopie, fax…

 

  1. Altre facilitazioni

Ø      Sostenere la creazione di gruppi di auto mutuo aiuto mettendo in contatto gli interessati.

Ø      Organizzare la formazione per i facilitatori dei gruppi.

Ø      Tenere i rapporti con le istituzioni locali e provinciali.

Ø      Promuovere i rapporti con il privato sociale e il mondo del volontariato operanti sul territorio.

Ø      Dare sostegno ai gruppi nella conduzione di ricerche, studi ed incontri di discussione.

  Gli obiettivi

Ø      Promuovere e sostenere i gruppi a.m.a. in ambiti diversi e su tutto il territorio provinciale.

Ø      Rappresentare a livello locale un punto di riferimento per i gruppi che condividono questa metodologia.

Ø      Sensibilizzare le persone all’auto mutuo aiuto attraverso corsi e momenti di confronto.

Ø      Promuovere interconnessione tra i vari soggetti  delle politiche sociali.

Ø      Promuovere  lavoro di comunità.

  Le attività

  Le attività dell’Associazione A.M.A. possono essere distinte in aree:

Ø      attività di promozione e supporto ai gruppi a.m.a. L’associazione, individuando i bisogni all’interno della comunità, organizza nuovi gruppi rivolti a problematiche emergenti.

Ø      attività di collegamento con altre realtà sociali a livello provinciale e nazionale, al fine di sviluppare occasioni di conoscenza, confronto, sensibilizzazione ed, in alcuni casi, collaborazione, integrazione, interazione.

Ø      attività di formazione per i facilitatori dei gruppi di auto mutuo aiuto.                     L’associazione organizza corsi di formazione per persone interessate all’approccio                                                             dell’auto mutuo aiuto.

Ø      attività di collaborazione con le Istituzioni: vengono organizzate tavole rotonde di discussione, si collabora con i servizi inviando soggetti, richiedendo supporto nell’attivazione dei gruppi.

Ø      sviluppare lavoro di comunità.

Ø      progettazione (l’Associazione ha ricevuto finanziamenti da: legge 285/99 – l.r.23/99 – l.r.22/93 – Associazione Centro Servizi del Volontariato – Comune di Brescia -...)

Ø      partecipazione ai tavoli di lavoro promossi dalla Consulta del Comune di Brescia e dai Piani di Zona previsti dalla Legge 328/00 legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (Ambiti distrettuali n. 1 e n. 10 ).

Soci

Sono soci dell’Associazione A.M.A.:

Ø      singoli individui

Ø      gruppi spontanei

Ø      associazioni

Ø      cooperative

Ø      enti

  Statuto

Le associazioni di promozione sociale si costituiscono con atto scritto nel quale deve tra l'altro essere indicata la sede legale. Nello statuto devono essere espressamente previsti:

Ø      la denominazione;

Ø      l'oggetto sociale;

Ø      l'attribuzione della rappresentanza legale dell'associazione;

Ø      l'assenza di fini di lucro e la previsione che i proventi delle attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette;

Ø      l'obbligo di reinvestire l'eventuale avanzo di gestione a favore di attività istituzionali statutariamente previste;

Ø      le norme sull'ordinamento interno ispirato a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, con la previsione dell'elettività delle cariche associative. 

Ø      i criteri per l'ammissione e l'esclusione degli associati ed i loro diritti e obblighi;

Ø      l'obbligo di redazione di rendiconti economico-finanziari, nonché le modalità di approvazione degli stessi da parte degli organi statutari;

Ø      le modalità di scioglimento dell'associazione;

Ø      l'obbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, a fini di utilità sociale.[7]

Lo statuto dell’Associazione A.M.A. di Brescia fa riferimento allo statuto tipo delle associazioni di volontariato. Al suo interno ricopre fondamentale importanza l’art. 6 che dice:

“l’A.M.A. è un associazione di volontariato, senza fini di lucro, che persegue il fine della solidarietà civile culturale e sociale”.

  Risorse economiche

L’Associazione A.M.A. di Brescia trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento delle sue attività da:

Ø      quote e contributi degli associati;

Ø      eredità, donazioni e legati;

Ø      contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici;

Ø      entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

Ø      proventi derivanti da corsi di formazione organizzati dall’associazione;

Ø      erogazioni liberali degli associati e dei terzi;

entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento.


[1] Stefano Bertoldi, Miriam Vanzetta (2001), L’associazione A.M.A. di Trento, in “LAVORO SOCIALE”, Aprile 2001, vol.1, num.1, pp. 113-120

[2] Katz, A.H. & Bender, E.I., Self-help Group in Western Society: History and Prospects, Journal of Applied Behavioural Sciences, p. 12, 1976

[3] Katz, A., Self Help and Mutual Aid, An Amarging Social Movement? Ann. Rev. Social p. 7, 1981

[4] Documento approvato dal Coordinamento Nazionale delle realtà di Auto Aiuto, scritto da Luigi Collaianni

[5] Stefano Bertoldi, Miriam Vanzetta, 2002, I gruppi di auto mutuo aiuto e l’esperienza dell’Associazione A.M.A. di Trento, Associazione A.M.A., Trento

[6] M. Croce, F. Oliva, Quaderni di animazione e formazione, Ed. Gruppo Abele, Torino.

[7] art. 3 Legge 383/2000, “Disciplina delle associazioni di promozione sociale”, G.U. del 27/12/200 n°300

Bibliografia

Testi:

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Ø      AA.VV., I gruppi di auto mutuo aiuto nel sistema dei servizi, Fondazione Zancan, Padova, n°2, XXI 1994

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Ø      Brown R., 1989, Psicologia sociale dei gruppi, Il Mulino, Bologna

Ø      Campanili A., 2002, L’intervento sistemico. Un modello operativo per il servizio sociale, Carrocci, Roma                                                                               

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Ø      Steinberg D., 2002, L’auto/mutuo aiuto, guida per facilitatori di gruppo, Erickson, Trento

Ø      Tamburini A., 1996, L’assistente sociale nei servizi alla persona, Pubblicazioni ISU, Università Cattolica, Milano

Ø      Vernò F., 2003, Piani sociali di Zona: il contributo del volontariato alla programmazione delle politiche sociali. Dalla partecipazione alla concertazione, Centro di servizio per il volontariato

Ø      Zani B., Polmonari A., Manuale di Psicologia di comunità, Il Mulino, Bologna

Ø      Zini M. T., Miodini S., 1999, Il gruppo, Carrocci Editore, Roma

Articoli riviste:

Ø      AA.VV., 2001, Una panoramica dei gruppi di Auto/mutuo aiuto, in “Lavoro sociale”, vol. 1, n°2, pp. 221-234

Ø      Bertoldi S., Vanzetta M., 2001, L’associazione A.M.A. di Trento, in “Lavoro sociale”, vol. 1 n°1, pp. 113-120

Ø      Bortoli B., Folgheraiter F., 2000, Empowerment, in “Lavoro sociale”, vol. 2,  n°2, pp. 273-281

Ø      Cortese C., Quaglino G., 2004, Cento domande per osservarsi in gruppo, in “Animazione sociale”, pp. 71-81

Ø      Doel M., Sawdon C., 2001, Il lavoro sociale con i gruppi, una tipologia per programmarli, in “Lavoro sociale”, vol. 1 n°3, pp. 299-312

Ø      M. Dal Pra Ponticelli, 2000, Quali prospettive per il servizio sociale del 2000? Riflessione ed ipotesi di fronte alla legge quadro di Riforma dell’Assistenza, in “Rassegna di servizio sociale”, n°4, pp. 4-13

Ø      Noventa A. (1990), I gruppi di self help e il volontariato, in "Animazione sociale", pp. 35

Ø      Steinberg D., 2002, Il ruolo del conflitto nei gruppi di auto/mutuo aiuto, in “Lavoro sociale”, vol. 2 n°3, pp. 359-371

Ø      Steinberg D., 2002, La valutazione dell’efficacia dei gruppi di auto/mutuo aiuto, in “Lavoro Sociale”, vol. 2 n°1, pp. 61-67